Scuola: manifestazione 17 ottobre 2008

October 17th, 2008 · No Comments · attualità, lavoro autonomo

Andrea_Nolte_Manifestazione_17_ottobre_2008

Prima che inizi il balletto delle cifre ufficiali e ufficiose. Prima che le cariatidi che ci governano inizino a dire che i bambini non _si strumentalizzano_ portandoli alle manifestazioni, avrei un paio di cose da dire.

Ho aderito allo sciopero nazionale organizzato dai sindacati di base (Cobas, Cub e SdL intercategoriale), scioperando contro me stessa (bel guaio essere una lavoratrice autonoma). Sono andata alla manifestazione di Roma con mio figlio che ha sei anni *. Si è divertito moltissimo e gli ho impartito una lezione di Educazione civica sul campo.

Abbiamo preso l’acqua che il cielo mandava. Ho ascoltato e visto.
Visto in lungo e in largo un corteo enorme, con cartelli, striscioni, canzoni e creazioni in rima. Poche bandiere, molte persone: più di 300.000 (trecentomila).

Quando ho visto gli adolescenti, i famigerati giovani, gli invisibili della nostra società di ultrasettantenni patinati senza una ruga e una pelata, mi sono messa a piangere (dico lo giuro).
Erano tante. Erano tanti. Erano coscienti, vivi, pronti. Ora. Qui.

La signora che è corsa a Reggio Calabria a prendersi l’italianissimo pezzo di carta prima di iniziare a sputare veleno sui meridionali, la signora che linda e pinta, non sapendo, ma soprattutto _non capendo_ un accidenti, soprattutto di scuola, d’istruzione, di pedagogia, seduta tanto perbenino nel salotto buono della svendita di fine stagione televisiva, _forse_, forse, inizierà a capire che così facile non è eliminare un _diritto_. Ci provi a fare finta di nulla. Ci provi a ignorare le persone in carne e ossa. Avrà un paese intero in rivolta, anche se i sondaggi segnalano il massimo gradimento per lei, per lui e gli altri amichetti.
I sondaggi sono confortevoli, ma le persone si arrabbiano, toccano, pensano, urlano, occupano, inventano, scioperano, manifestano, scrivono.
Delle due una: o la nostra cuoca di bassa cucina ci elimina tutte e tutti subito (troppo bellina lei per un crimine contro l’umanità) o se ne va a fare il mestiere che dovrebbe saper fare.

Mi chiedo, cara, ma lo sai fare?

Segur que tomba

Buona notte e buona fortuna

Elena

* Questa fotografia è presa dalla prima pagina del quotidiano La Repubblica del 18/10/2008
Evidentemente il bambino cerchiato di rosso è lo strumentalizzato Andrea Nolte, mio figlio.
Potrei dire che da secoli i genitori portano i bambini in Chiesa senza chiedere loro cosa ne pensano. Non lo dico. Liberi quei genitori di fare ciò che meglio credono, libera io di fare altrettanto. Ad Andrea sto insegnando che nella nostra Repubblica è previsto che
“I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi.
Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.” Art. 17 della Costituzione – Parte prima Diritti e doveri dei cittadini – Titolo I – Rapporti civili.
Gli sto spiegando che dall’anno prossimo delle sue tre maestre, Annamaria, Nunzia ed Elisa, una resterà. Che dall’anno prossimo le lezioni finiranno alle 12.30, perché la maestra superstite insegnerà per complessive 24 ore settimanali. Che non potrà andare al laboratorio d’informatica (che gli piace molto) perché non ci sarà il tempo e che non farà visite ai musei e gite con i compagni perché nemmeno per questo ci sarà tempo e non ci saranno risorse. Gli sto spiegando che la capa delle sue maestre, Mariastella, ha deciso tutto questo.
Ha capito e la storia non gli piace.

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