Care ragazze,
quand’ero piccola, per tanti anni, ho avuto la fortuna di trascorrere i mesi di vacanza in una casa che apparteneva alla mia nonna materna. Questa casa aveva delle scale interne divise da pianerottoli che salivano fino al secondo piano. Quattro rampe di scale e quattro pianerottoli. Sul terzo pianerottolo c’era una libreria, di pochi scaffali. I libri erano antichi, già allora, e, almeno in teoria, dovevano essere letture per ragazzi. Ricordo due titoli: “Il braccialetto indiano” e “Otto giorni in soffitta”. Libri illustrati che raccontavano storiacce di bambine abbandonate da mamma e papà (morta lei, partito e mai più tornato lui), accolte dalla zia-strega che le maltrattava, cioè le seviziava più o meno. Garantito il lieto fine: le poverelle scoprivano di essere in realtà principesse ricchissime oppure venivano salvate dai bravi ragazzi della porta accanto.
Mi sedevo sulle scale e leggevo. Stavo bene lì.
C’era anche un altro libro, molto interessante, un’edizione illustrata e probabilmente ridotta della Divina Commedia.
A me piaceva guardare “le figure” dell’Inferno, mettevano spavento. Ricordo bene l’immagine del Conte Ugolino che mordeva la testa di uno dei suoi figli. So che il conte Ugolino della Gherardesca nella Commedia azzanna l’arcivescovo Ruggieri, ma nella mia memoria il conte si ciba eternamente dei figli e nipoti, con lo sguardo vitreo e il sangue che gli cola dagli angoli della bocca.
Immagine simbolica che ben raffigura la situazione del nostro paese, care ragazze.
Vi vogliono divorare, iniziano dalla testa e non si fermeranno.
Riformano la scuola, dicono. No. In parole semplici: ci vogliono fare i soldi sopra.
Viviamo in un paese in cui non si produce _nulla_ se non immagini di copertina e aria fritta, che non sa cosa farsene di persone capaci e qualificate, come ben ha sperimentato la mia generazione.
La classe dirigente di questo paese ha individuato un nuovo mercato: il mondo della scuola. Dai! le scuole diventeranno fondazioni con tanto di consiglio di amministrazione, efficientissime. E si pagherà tutto.
L’istruzione è il nuovo business del capitalismo made in Italy, cialtrone, traffichino e famelico.
Attente ragazze, diffidate, diffidate perché:
poscia, più che il dolor potè il digiuno
Buona notte e buona fortuna
Elena











Condivido in pieno tutto.
Sembra che se hai studiato sei visto come un imbecille che hai perso tempo, facevi meglio a rincoglionirti tra Grande Fratello, discoteche e veline.
Basta vedere la faccia schifata di un responsabile di un’agenzia per il lavoro di fronte al mio curriculum che vanta laurea, master più due qualifiche informatiche più anni di esperienza come impiegata amministrativa. Ma ammazzatevi tutti, quando ci vuole ci vuole.