Internazionale: immagine di Gordon Brown

Internazionale pubblica la fotografia, di Martin Argles, del primo ministro britannico, Gordon Brown

11-April-2010-Gordon-Brow-011

Il venerdì, salvo imprevisti, acquisto il settimanale Internazionale.
L’unico che compro. Non me ne vanto, ma dovendo ridurre in generale le spese, mi sono dovuta limitare al migliore. Internazionale lo è.
Ogni settimana, subito dopo il sommario, la rivista pubblica tre foto attuali significative, ognuna su due pagine.
Questa settimana la terza è un’immagine di Gordon Brown, scattata da Martin Argles.

Il primo ministro britannico, siede al tavolo della cucina nella casa di North Queensferry, in Scozia, e mangia uno yogurt.

Buona notte e buona fortuna

Elena

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In sala d’attesa del pronto soccorso ostetrico

“A bello de zio
nun je la famo più
e daje spigni …
se continui così
nonna tra poco pia la pensione
e io sarò disoccupato!!!
29/10/08 h 07:20″

“Un dono dal ciel
vien gagliardo
e il suo nome è Leonardo”
senza data

“È nato er fio der Triste
A grosso!!
04/05/09
Acilia regna Kg 3,750″

“Giorgì ti stiamo aspettando
sbrigati (tutti noi)
Kg 3,910 h 6:49
18/06/09″

“24.33
Davide
5 – 2 – 09
Dopo 18 ore 6 qui”

“7 – 5 – 2009
Mattia ti stiamo aspettando”

“21.25 del 29/12/09 è nato Alessio
nipote del boss
e non ce n’è pe nessuno
Kg 3,6000 alla nascita
c’è anche nonna Emi, zia Pitty e zio Rocky”.

“Alicya movite e
non fà soffrì mamma”
senza data

“Cristian sbrigati
ce venuta all’ansia”
senza data

“28 – 10 – 08 ore 20:15
rotte le acque
29 – 10 – 08 ore 04:35
Ancora devi nasce e già stai a fa er prezioso
Figuramoce dopo …
daje Robé
29 – 10 – 08 ore 04:40
Ancora NN te se vede”

Care ragazze,

queste alcune delle citazioni possibili dalle pareti della sala di attesa del pronto soccorso di ostetricia e ginecologia di un ospedale romano. Mi sono trovata lì qualche mese fa.
L’attesa forzata mi ha fatto posare lo sguardo sulla marea di messaggi scritti in ogni millimetro disponibile.
Stavo lì con un ago in vena, recalcitrante come mio solito a diventare “paziente”, e mi sono messa a copiare sul quaderno le frasi più rappresentative, pensando alla nascita e alla morte, alle donne che partorendo si mettono di loro sponte su quel filo di spada, mentre zii, nonne, mariti e cugini fuori aspettano e hanno fretta.

Buona notte e buona fortuna

Elena

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El País sul decreto legge interpretativo del 5 marzo 2010

El País, il quotidiano spagnolo nella versione online, pubblica un articolo sul decreto legge interpretativo del 5 marzo 2010, il salva-liste … “que finalmente no ha servido”

Care ragazze,

a me que finalmente no ha servido mi ha un po’ commosso, forse per la felice sintesi.

Buona lettura El partido de Berlusconi queda excluido de las elecciones de Lazio

Elena

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Domani sciopero. Primo marzo 2010 sciopero degli stranieri

1° marzo 2010. La giornata senza immigrati. Sciopero degli stranieri

logo_giuseppe_cassibba

Il logo è di Giuseppe Cassibba

Primo marzo 2010 a Roma
alle 10.00:
Protesta di fronte all’INPS (Via dell’Amba Aradam 5) per i contributi versati e non recuperati

alle 10.30
Lezioni di clandestinità a Piazza Montecitorio, con gli studenti medi e universitari contro il razzismo

alle 17.00
Corteo delle reti antirazziste da Porta Maggiore, passando da piazza Vittorio Emanuele, Santa Maria Maggiore e piazza Esquilino. A questo punto il comitato migranti si unirà al corteo e tutti confluiranno in piazza Vittorio Emanuele, dove alle 18.00 si aprirà la manifestazione indetta dal comitato primo marzo. Sono previsti concerti, con l’esibizione dell’Orchestra multietnica di Piazza Vittorio e una serie di interventi.

Domani sciopero.

Buona notte e buona fortuna

Elena

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Steuer gegen Armut: tassare le transazioni finanziarie 2

La crisi, la finanza, la politica, il reddito garantito: i commenti di Paola Furlan

Care ragazze,

Facebook, faccialibro, è diventato il luogo, chiuso, in cui si dibatte, si creano movimenti e gruppi virtuali, ecc. Tutto bello e interessante certo, ma si rimane lì, al chiuso, non nel mondo virtuale, che seppure solo consolazione e non reale, quanto meno è aperto e più vario e complesso.

Paola Furlan è un’amica che oltre ad essere bionda sa e sa fare bene molte cose.

Su FB ha lasciato una serie di commenti al link di “Steuer gegen Armut: tassare le transazioni finanziarie” che, con il suo permesso, pubblico qui.

Sarebbe stupido non condividere cosa scrive :) .

I commenti di Paola Furlan:
Secondo me lottare per il lavoro non ha più senso.
Da una parte la finanziarizzazione della società: nella nuova economia per primi i creditori si sono ritirati dall’economia reale a vantaggio della finanza, poi gli sono andati dietro le stesse imprese, inclusa l’amministrazione pubblica (vedi il servizio sul caso Grecia, i derivati del comune di milano).
Dall’altra la tecnologia che è ormai l’unico vero motore della nuova economia (la finanza ne è la benzina).
Il lavoro non serve, in una società che vuole far soldi, il lavoro è una delle ultime risorse necessarie, per questo è così bistrattato. Inutile difenderlo, in una società del genere, per quanto si voglia lottare, il lavoro non ha nessuna speranza. Quindi, secondo me, o si cambia la società, ma ci abbiamo rinunciato da tempo ;) , oppure diventiamo direttamente azionisti di maggioranza, pretendiamo questo, gli utili che ne derivano, non il lavoro.

Uno solo dei tanti esempi possibili: sui normali conto correnti (dove non c’è speculazione finanziaria) si paga il 27% di tasse, mentre chi fa capital gain (differenza fra guadagni e perdite derivanti dalla compravendita di azioni o altri valori mobiliari) grava l’imposta del 12.5%.

Io preferirei vivere in un mondo fatto di economia reale, ma visto che tutto diventa finanziario, allora si pretenda il reddito garantito per tutti a prescindere dal lavoro, in quanto redistribuzione delle rendite finanziarie globali.

Attacco preventivo: “In mancanza di entrate via imposte, gli Stati sono ricorsi all’emissione di obbligazioni a tasso variabile per appoggiare il sistema finanziario, creando le condizioni per una nuova bolla. Amara ironia: i creditori privati hanno accettato questa congiuntura e le carenze politiche della zona euro, per fomentare la sfiducia sulle capacità degli Stati di rimborsare il loro debito e attaccare in questo modo i sistemi di protezione sociale in Europa. Non che vogliano solo avere grandi benefici, come George Soros quando provocò la svalutazione della sterlina nel 1992; il loro obiettivo è imporre determinate politiche. Vogliono evitare che i governi facciano politiche di stimolo della domanda attraverso la spesa pubblica e soprattutto vogliono evitare qualsiasi evoluzione politica che implichi una riappropriazione collettiva della ricchezza prodotta socialmente.
L’attacco finanziario, dunque, deve essere considerato un attacco preventivo, quello che i mafiosi chiamerebbero “una lezione”. Basti pensare all’atteggiamento dei giornali finanziari: “Se questa volta il giovane Papandreu sbaglia, la Grecia verrà punita ancor più duramente”, avverte The Economist. Se gli investitori si accaniscono sulla Grecia non è per l’incompetenza o la corruzione dei suoi governi, ma per la sua “debolezza” rispetto alla pressione sociale che reclama cambi radicali, debolezza messa in evidenza dal cambio elettorale dell’ottobre 2009.

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Steuer gegen Armut: tassare le transazioni finanziarie

La crisi c’è, vero. Se ne esce solo spostando la tassazione dal lavoro alle transazioni finanziarie

Care ragazze,

da giorni penso a: lavoro, disoccupazione, cassintegrazione, crisi, politiche e proposte possibili ecc.
Amenità del nostro tempo, insomma.
Una soluzione che condivido viene da organizzazioni come Oxfam International e Attac che insieme a molte altre sono promotrici della campagna “Tasse contro la povertà” e del video, in tedesco con sottotitoli in inglese, presentato alla Berlinale lunedì 15 febbraio 2010, con Heike Makatsch e Jan Josef Liefers e riunite in Steuer gegen Armut, come riportato nell’articolo di Fr-online.de

Dopo lungo meditare, sono arrivata alla conclusione condivisa che non alzerò nemmeno lo sguardo su partiti politici, sindacati e organizzazioni che non abbiano tra i primi cinque punti di programma la tassazione delle transazioni finanziarie. E ci basta lo 0,1%, che siamo generose.

Qualunque altro discorso è semplicemente a vanvera.
Chi non inizia da qui, ci prende in giro.

Dateci ’sti soldi, dai che è ora.

Buona notte e buona fortuna

Elena

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Mondo bongo

Mondo bongo

Care ragazze,

a volte le parole non servono. Bastano una canzone (la mia è Mondo bongo di Joe Strummer & The Mescaleros) e una sigaretta (ah!).

Ciao Mondo bongo.

“Latino caribo, mondo bongo,
The flower looks good in your hair,
Latino caribo, mondo bongo,
Nobody said it was fair.”

Buona notte e buona fortuna

Elena

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Guerra civile spagnola. A Buenaventura Durruti

La Guerra civile spagnola, finita sulla carta nell’aprile del 1939, è ancora una ferita aperta

Care ragazze,

questa mattina ho letto un articolo de EL PAÍS.COM, dedicato a uomini e donne che raccontano come vissero la Seconda Guerra mondiale. Schierati da una parte o dall’altra: perché fascisti o perché comunisti, al fianco di Hitler o al fianco di Stalin, nella División Azul o nel campo di concentramento di Ravensbrück.
Spagnoli di un altro secolo che pur condannando la guerra dichiarano che rifarebbero tutto ciò che hanno fatto.
Il fascista è orgoglioso del suo passato e il comunista afferma che tale resterà fino alla morte.
L’articolo voleva conciliare l’inconciliabile, penso io. I 106 commenti lo dimostrano. Se avete tempo leggeteli.

La Guerra civile spagnola tra il 1936 e il 1939 è stato il campo di prova della Seconda Guerra mondiale.
I primi bombardamenti sulla popolazione civile inerme furono fatti dalla Legione Condor della Germania nazista intervenuta in Spagna per sostenere Francisco Franco e le forze reazionarie che scatenarono la guerra contro il governo legittimo del Fronte popolare, eletto democraticamente nel 1936.
I governi dell’Europa restarono a guardare il massacro (oltre 1 milione di morti) adottando la politica del non intervento.
La solidarietà al popolo spagnolo fu offerta dai pochi giovani che diedero vita alle Brigate internazionali.
La parte che l’Unione Sovietica ebbe all’interno del fronte repubblicano fu nefasta, servì ad eliminare le forze anarchiche e comuniste non allineate con Stalin.

Così mi viene da pensare a Buenaventura Durruti e alla sua colonna, al sindacalismo anarchico spagnolo, alle donne che combatterono nelle Milizie e allo straordinario tentativo che la Spagna fece, fino a quando le fu concesso: la trasformazione del reale nei contenuti e nella forma.

Buona notte e buona fortuna

Elena

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Pascal Comelade. The skatalan logicofobism

Pascal Comelade e il non genere musicale

Care ragazze,

quando e se avrete voglia e tempo potrete fare le debite ricerche in rete su Pascal Comelade. Scoprirete cose interessanti.
Il suo non genere musicale è in ogni caso il mio preferito.

Buon anno e buona fortuna

Elena

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Dejadnos solos. Il grande fratello dei bambini e la Generalitat de Catalunya

La Generalitat de Catalunya ne dice due a Telecinco

Qualche giorno fa leggevo che Mediaset si espande in Spagna.
In tutta sincerità ho pensato che forse bisognerebbe avvertire gli spagnoli dei possibili effetti e delle inevitabili conseguenze di una tale sovraesposizione.

Apprendo oggi che la Secretària d’Infància i Adolescència del Departament d’Acció Social i Ciutadania, Imma Pérez, della Generalitat de Catalunya ha chiesto a Telecinco di sospendere la trasmissione del reality show Dejadnos solos.
Lo show è pensato come un Grande fratello per bambini. Due case, una per i maschi e una per le femmine, assenza di adulti, codici comportamentali da decidere in autonomia, niente premi e niente espulsioni. Almeno sulla carta.

La signora Pérez però non l’ha mandata giù e ha dichiarato di essere del tutto contraria al reality show, che non arricchisce i minori che vi partecipano di nulla di positivo ma che anzi mette in pericolo il loro diritto all’intimità, all’onore e la loro immagine.

Insomma, almeno in Catalunya, tanto sprovveduti non sono. E meno male.

Buona notte e buona fortuna

Elena

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