Milena Agus. Mal di pietre

March 18th, 2008 · 3 Comments · libri

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Domenica a casa di Margherita, Marcello e Alessandro. I bambini giocano e litigano e fanno pace e giocano. Marcello passa la seconda mano sul muretto in terrazza e Margherita e io iniziamo raccontarci gli ultimi libri letti. Me ne mostra alcuni di fronte ai quali rimango tiepida. Poi mi dice: “Questo invece racconta la storia della nonna della narratrice. Una donna che scriveva lettere appassionate ai fidanzati e loro scappavano. Giudicata pazza, era invece solo in grado di esprime in parole le sue emozioni”. Le rispondo: “Dammelo, questo lo leggo”.
E ieri l’ho letto.
Mal di pietre di Milena Agus, nottetempo, 2006
Venti capitoli in meno di 120 pagine. L’io narrante è la nipote di una donna sarda, nata negli anni Venti-Trenta del secolo scorso.
Nel breve romanzo, collocato con ricchezza di particolari nello spazio (la Sardegna, Cagliari, Genova, Milano) e nel tempo (la guerra, i bombardamenti, i nazisti, il dopoguerra), solo i protagonisti non hanno nome: la nonna, il nonno, il padre, la madre, il Reduce. La stessa nipote che narra non ha nome.
E’ un racconto familiare, che non rispetta la cronologia ma anticipa e torna indietro, seguendo un ritmo dettato dal ricordo e dalla sua forza.
Ma di che parla?
Di una donna che aveva la capacità di chiedersi il perché delle sue emozioni, di viverle nella realtà o di descriverle nella scrittura. Capacità che il mondo circostante non poteva e non voleva riconoscere, ma anzi avvertiva come un pericolo, una malattia.
Parla della passione di una donna e della presunta incompatibilità che questa ha con la _vita_.
Degli uomini che di questa passione hanno paura e fuggono e di quelli che pur non comprendendola ne riconoscono l’esistenza e rimangono, per assistervi e assisterla.
Della scrittura come spazio privilegiato della passione delle donne.

“Se io non ti incontrerò mai, fa’ che senta almeno la tua mancanza”.
Lo pensa un soldato nel film La sottile linea rossa

Questa la citazione che Milena Agus ha scelto per introdurre il suo racconto. Rende bene l’idea.

Buona notte e buona fortuna

Elena

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3 Comments so far ↓

  • vale

    vado subito a prenderlo nella deliziosa biblioteca comunale di soriano… finalmente so a chi rifilare i doppioni dei miei libri

  • vale

    finalmente sono riuscita a leggerlo. mi è proprio piaciuto.

  • Elena Doria

    Mi fa infinito piacere.
    Se lo dici tu, vuol dire che sto invecchiando, ma non ho ancora perso il lume della letteratura.

    PS: guarda che il mare a maggio è bellissimo. Sbrigatevi.
    Besos
    Elena

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