Make Love. Un manuale di educazione sessuale

Solo un manuale tedesco? Direi proprio di no

Care ragazze,

recentemente ho tradotto per una coraggiosa casa editrice un libro dal tedesco che – apriti cielo! – parla di sesso, addirittura un manuale di educazione sessuale, Make love.
Le autrici sono Ann-Marlene Henning, sessuologa, e Tina Bremer-Olszewski, giornalista. Le bellissime foto sono di Heji Shin che potete vedere e ascoltare in un’intervista di Fluter, la rivista dell’Agenzia federale (tedesca) per la formazione politica.

Nel video di lettra.tv, la libraia spiega bene che uno degli obiettivi delle autrici è presentare il sesso come qualcosa che si può imparare. Il manuale è rivolto, infatti, a persone giovani all’inizio della vita sessuale attiva. “Toccati. Masturbazione e petting”, “La prima volta. Adesso si comincia”, “La seconda volta. Non è finita qui”, “Scopri chi sei. L’identità sessuale”, “Giù i pantaloni. Il corpo femminile e il corpo maschile” sono i primi capitoli.

In Germania è stato candidato al Deutscher Jugendliteraturpreis 2013, il premio tedesco di letteratura per ragazzi, nella sezione saggi; il premio viene conferito dal Ministero per la famiglia, gli anziani, le donne e i giovani tedesco ed è l’unico premio _statale_ dedicato alla letteratura.
A ottobre, alla Fiera del libro di Francoforte, sapremo se ha vinto. Lo spero!

In Italia è uscito circa un mese fa. La carta stampata non ha lesinato articoli: Natalia Aspesi su La Repubblica, per citare la più autorevole, ne ha parlato bene.
Nella realtà virtuale, invece, si sono subito affacciati gli adulti che, afflitti dai propri indicibili e indecenti peccati, ne hanno sentenziato l’immediata condanna, in quanto strumento di corruzione della povera gioventù italica. Il fatto sorprendente è che il coro si è levato _prima_ ancora che uscisse il libro. Insomma: non lo hanno letto.
Mi auguro che voi lo facciate e che ne parliate _tra di voi_ e con gli adulti di cui vi fidate, se ce ne sono, care ragazze e cari ragazzi.
Perché? perché penso che possa contribuire a rendervi più felici, consapevoli e in grado di scegliere cosa volete e cosa no. V’invita a scoprire il vostro corpo, dal cervello agli organi genitali. Vi spiega che conoscerlo significa anche individuare il limite che c’è tra voi e “l’altro”, chiunque sia. Vi dice che prima di arrivare alle prestazioni ginniche che i video pornografici vi propinano come sessualità appagante, la strada è lunga, molto lunga e non è nemmeno detto che sia la vostra, accidenti. Vi assicura che nulla è dovuto e che il viaggio, senza gravità, nell’universo del sesso, è possibile solo se accompagnato dalla capacità di dire “No” e di rispettare il “No”. Punto.
Vi spiega perché soffrite, perché vi ammalate o impazzite quasi se l’amato o l’amata non vi vuole più.
E ve lo dice in un linguaggio semplice, chiaro, diretto.

Viviamo in un paese in cui la violenza e l’omicidio sono diventati il canone nei rapporti tra uomini e donne; in cui l’identità sessuale e l’appartenenza di genere possono privare i cittadini di diritti, come scegliere liberamente chi sposare; in cui voi, i giovani, siete un problema e non _la_ risorsa.
Mi sembra che Make love sia un piccolo argine, una sponda su cui riposare e riflettere per uscire da questa corrente d’infelicità e dolori, e che insieme alle foto di Heji Shin mostri quale bellezza e gioia potete raggiungere ed esprimere voi giovani, quando scegliete di amarvi.

Buona lettura.

Elena

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