Caro Andrea,
L’opera da tre soldi non si può leggere però. Si deve vedere e ascoltare.
Meglio se a teatro, altrimenti DVD.
L’Opera è divertente e spietata; Brecht si basò su The Beggar’s Opera di John Gay nel concepirla, ci sono mendicanti, assassini, prostitute e poliziotti. Il grandissimo Kurt Weill scrisse le musiche.
Die Moritat von Mackie Messer (se in Peachum riconosco Uolter, ti ci vorrà poco a capire chi vedo in Macheath), omaggio di Nick Cave, secondo me ben fatto.
Die Bettler betteln, die Diebe stehlen, die Huren huren. Ein Moritatensaenger singt eine Moritat.
La veridica storia di Mackie Messer
Quanti denti ha il pescecane
e a ciascun li fa veder,
e Macheath lui ci ha un coltello
ma chi mai lo può saper?
In un bel mattino azzurro
giace un morto sullo Strand
e qualcuno svolta in fretta.
Ha per nome: Mackie Messer.
E Schmul Maier un dì sparisce
e tanti altri ricchi al par.
Mackie ha in tasca i suoi denari,
ma nessun lo può provar.
Jenny Towler l’han trovata
un coltel ficcato in cuor.
Mackie Messer va a passeggio,
non gl’importa di saper.
E l’incendio dove un vecchio
con sei piccoli perì.
Nella folla c’è anche Mackie, che
è per caso giunto lì.
E la giovin vedovella
il cui nome ognun sa dir
agguantata appena sveglia
Mackie, come andò a finir?
Bertolt Brecht, L’opera da tre soldi, a cura di Emilio Castellani, nuova edizione, Torino 1956 e 1998, Giulio Einaudi Editore











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