Guasto nucleare, il rischio residuo e il mare di Fukushima

Fukushima. Störfall di Christa Wolf

Care ragazze,

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diversi anni fa, a Berlino, gli insegnanti di un corso di tedesco mi portarono a teatro a vedere, meglio ad ascoltare, Störfall. Nachrichten eines Tages, una lettura del racconto di Christa Wolf.

Sinceramente non ricordo quando l’ho letto questo libro. Certo dopo il 1987, anno in cui uscì Guasto in Italia per le edizioni e/o, tradotto da Anita Raja.

Nel 1986, l’anno di Chernobyl, ero una liceale.
Tutto ciò che avvenne e sarebbe avvenuto, mi fece capire che il rischio residuo del nucleare, tale definito dagli addetti ai lavori, scienziati o tecnici, sempre troppo pericoloso sarebbe stato per me, semplice cittadina di questo mondo.

Avrei voluto rileggere Störfall in questi giorni, ma non l’ho con me. Rimedierò presto. Ricordo che s’intreccia con una favola dei fratelli Grimm, Fratellino e Sorellina; mentre l’io narrante ascolta le notizie del disastro nucleare di Chernobyl, suo fratello viene operato al cervello e Fratellino e Sorellina della favola discutono se bere o meno l’acqua della sorgente nel bosco.
Chi beve quell’acqua si trasformerà in tigre o lupo o cerbiatto, perderà le sembianze umane per diventare non un animale, ma un essere umano con sembianze animalesche. E c’è una bella differenza.
Sorellina dice di non berla, ricorda il limite che non può essere oltrepassato ma Fratellino ha sete, e alla fine beve e si trasforma.

È trascorso quasi un mese dallo tsunami e dal terremoto che hanno colpito il Giappone. Un lutto terribile.
E da quasi un mese un centinaio di lavoratori giapponesi si sacrifica tentando di domare quello che non solo ai miei occhi è un drago mostruoso.

Che questa notizia si disperda tra tutte le altre eventuali notizie, che sia la notizia cui ormai si concedono aggiornamenti, è per me un mistero spiegabile solo così: non ci rendiamo conto, come Fratellino della favola o il fratello anestetizzato in camera operatoria, perché se lo facessimo, impazziremmo tutti.

“Amok laufen, weil unser Gehirn durchbrennt.”

Buona lettura

Buona notte e buona fortuna

Elena

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