Graduatorie ad esaurimento come al bingo
Care ragazze,
eccomi di nuovo qui: scrivo. E cancello. Vediamo dove arrivo così.
Un blog nemmeno fosse un confessionale.
Ho riflettuto a lungo sulla visibilità e sull’intimità. Sulla visibilità che è propria di questi tempi – la necessità di esserci, virtualmente, sigla o nome, raccontando di sé a mo’ di monologo, raramente dialogo, sempre splendida ed originale, divertente, forte, imprescindibile. Veloce.
Ma per chi?
E sull’intimità data dalla solitudine. Dall’assenza di testimoni e spettatori, del pubblico insomma. Il pensiero, il momento, il mio gatto, i piedi, il mare, io [tutte le condomine incluse], la musica solo per sé e per me, senza la necessità di essere narrate e condivise.
Solitudine che è, così la vedo io, anche assenza di felicità.
Non posso non condividere.
Aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento.
Quasi fosse una battuta di spirito quell’esaurimento. Mi tocca entro l’11 maggio per la …entesima volta.
Non serve assolutamente a nulla. Non diventerò mai professoressa di ruolo. 53 cattedre in tutta Italia della mia materia: Lingua e la letteratura tedesca.
Il modo migliore per vincere, a questo punto, è smettere di giocare.
Penso al concorso che feci 10 (dieci) anni fa.
Deutsche Sprache, schwere Sprache e allora via. Cancelliamola in toto dalla scuola ex-pubblica dell’ex-obbligo.
L’aggiornamento di quest’anno è però _sorprendente_. Nella naueseabonda cabala del conteggio del punteggio non sono proprio contemplate le pubblicazioni come titoli valutabili in punti del latte (avete presente?). No.
Una professoressa può pure aver ricevuto il Nobel per la letteratura. Il ministro Gelmini dice: chissene. La nostra cuoca di bassa cucina.
Sorprendente e ganz leicht.
Buona notte e buona fortuna
Elena











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