Fukushima e il diritto all’informazione

Sebastian Pflugbeil, un fisico che si batte per i diritti civili

Care ragazze,

Sebastian Pflugbeil è un signore nato nel 1947 nel Mecklenburg-Vorpommern, un fisico e un Bürgerrechtler della DDR.
Bella parola Bürgerrechtler, in italiano non ha un traducente, significa che nella nostra lingua non esiste un equivalente, per tradurla ci vuole un’intera frase: “persona che si batte per i diritti civili” o “militante del movimento per i diritti civili”.
Sebastian Pflugbeil è stato un Bürgerrechtler della fu Repubblica Democratica Tedesca e lo è nella Germania di oggi, come presidente della Gesellschaft für Strahlenschutz e. V. che ha lo scopo di proteggere le persone e l’ambiente dalle radiazioni, facendo ricerca e informazione sugli effetti che queste hanno sulla salute.
Si occupa ancora di Chernobyl e da due mesi a questa parte è interpellato, in qualità di esperto, su Fukushima.

Vi propongo due interviste, la prima è del 19 marzo 2011, in cui Sebastian Pflugbeil commenta i tentativi fatti dal gestore di Fukushima di raffreddare i reattori, e li definisce inutili.
Vi ricordate? TEPCO mandava elicotteri sopra i reattori che gettavano “secchiate” d’acqua oppure ricorreva a idranti giganteschi. Sebastian Pflugbeil: “Sono pizzichi di zanzare su un drago. Sono del tutto inadeguati, non servono a nulla”.

Nella seconda, del 29 marzo 2011, il giornalista gli chiede cosa pensa delle informazioni fornite dal governo giapponese e dal gestore della centrale di Fukushima. Sebastian Pflugbeil risponde che gli ricordano molto i bollettini dopo la catastrofe di Chernobyl, che non permisero alla popolazione locale e al resto del mondo di farsi un’idea di quanto effettivamente stesse accadendo. Pflugbeil dichiara di essere convinto che ci siano già state fusioni del nocciolo (non una sola e parziale, come pure c’è stato raccontato) per il livello altissimo di radiazioni e la presenza di plutonio intorno alla centrale.

Aveva ragione su tutta la linea, ma non credo gli faccia piacere.

Buona notte e buona fortuna

Elena

PS: vi consiglio anche la lettura di un articolo apparso su Deutsche Welle che trovate tradotto qui

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