Dirk Nolte dice che se scrivo le cose che penso, non tutte ovviamente, ma quelle che riempiono lo spazio della mia mente dedicato alla politica, allora poi starò meglio e avrò le idee ordinatamente chiarite. Forse ha ragione. Sicuramente a lui interessa avere più siti, più sottopagine, più links, più “content”. E io appunto lo accontento.
Rimane la sensazione spiacevole di parlare da sola, cosa che se pure ogni tanto faccio, non mi diverte affatto. A me piace più che parlare, colloquiare. Ho bisogno dell’”altro”, mi piace rispondere, dare torto o ragione, discutere e polemizzare. Che ci faccio io con un blog?
In molte occasioni ho dato retta a Dirk senza sapere perché. Anche in questa occasione farò così. Lui ha ragione, dopo. Ora no, ma dopo, e quindi eccomi a scrivere. Dice che funziona meglio dell’analista e costa pure meno. Provo.
Ma rimane il punto: con chi sto parlando? A chi scrivo? Metto giù le mie memorie, ma in rete? Che roba. Vado ad occhi chiusi.










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