Care ragazze,
in questi giorni mi è difficile scrivere qualcosa di senso compiuto. Quindi, perdonatemi.
Le feste comandate sono finite.
A Gaza lo Stato di Israele invece continua a sparare sui bambini. Li bombarda. Li brucia. Li macella.
Mi chiedo: cosa avrebbe detto mia madre?
Mia madre si chiamava Maria Amedea Taccini.
Era una donna bellissima e troppo intelligente per qualsiasi uomo avesse incontrato.
Parlava e scriveva l’ebraico. Lo aveva studiato per ricordare la sua infanzia e per passione. Si era innamorata di una storia, di una lotta, di una tragedia e di un uomo. Ne aveva imparato la lingua.
Come si ferma una donna appassionata? Non si ferma.
Sposò Israele e la sua causa. Amore platonico, sosteneva – le credo ancora.
Cosa avrebbe detto, oggi?
Non lo so. Non è qui a rispondermi come vorrei.
La bellezza.
Una volta Amedea mi disse: “Ma perché Elena? Tu ami la bellezza”.
Le risposi “Ma mamma chi non l’ama, la bellezza?”.
Non tutti. Pochi. L’ho capito dopo, dopo.
E allora?
Amo ancora la bellezza e ho imparato ad esserle fedele.
Tradisco invece qualunque causa, partito, religione, ideologia, lotta e passione, quando tradisce me.
Anche la passione di Amedea.
Mica facile.
Ad Amedea Yann Tiersen sarebbe piaciuto.
Buona notte e buona fortuna
Elena










1 response so far ↓
1 vale // Jan 10, 2009 at 12:42 pm
sono giorni che vorrei scrivere di Gaza. ma è come quell’appuntamento col medico specialista che rimandi perché in fondo non ci vuoi pensare.
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