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Amedea e Yann Tiersen, della bellezza

January 9th, 2009 · 1 Comment

Care ragazze,
in questi giorni mi è difficile scrivere qualcosa di senso compiuto. Quindi, perdonatemi.

Le feste comandate sono finite.
A Gaza lo Stato di Israele invece continua a sparare sui bambini. Li bombarda. Li brucia. Li macella.
Mi chiedo: cosa avrebbe detto mia madre?

Mia madre si chiamava Maria Amedea Taccini.
Era una donna bellissima e troppo intelligente per qualsiasi uomo avesse incontrato.
Parlava e scriveva l’ebraico. Lo aveva studiato per ricordare la sua infanzia e per passione. Si era innamorata di una storia, di una lotta, di una tragedia e di un uomo. Ne aveva imparato la lingua.
Come si ferma una donna appassionata? Non si ferma.
Sposò Israele e la sua causa. Amore platonico, sosteneva – le credo ancora.

Cosa avrebbe detto, oggi?

Non lo so. Non è qui a rispondermi come vorrei.

La bellezza.
Una volta Amedea mi disse: “Ma perché Elena? Tu ami la bellezza”.
Le risposi “Ma mamma chi non l’ama, la bellezza?”.
Non tutti. Pochi. L’ho capito dopo, dopo.

E allora?
Amo ancora la bellezza e ho imparato ad esserle fedele.
Tradisco invece qualunque causa, partito, religione, ideologia, lotta e passione, quando tradisce me.
Anche la passione di Amedea.
Mica facile.

Ad Amedea Yann Tiersen sarebbe piaciuto.

Buona notte e buona fortuna

Elena

Tags: also · musica, principi e principesse

1 response so far ↓

  • 1 vale // Jan 10, 2009 at 12:42 pm

    sono giorni che vorrei scrivere di Gaza. ma è come quell’appuntamento col medico specialista che rimandi perché in fondo non ci vuoi pensare.

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